Sior Todero Brontolon di Goldoni nella visione di Paolo Valerio: Siamo tutti marionette
di
Gabriele Isetto
Nel
1761 Carlo Goldoni scrisse un’esilarante commedia dal titolo Sior Todero Brontolon che a distanza di
secoli è sempre attuale e amata dal pubblico, proprio per questo il regista
Paolo Valerio ha voluto rimetterla in scena, riscontrando un grande successo.
Per
questa messinscena il regista ha voluto focalizzarsi su due tematiche che sono:
la lingua e la figura della donna. Anche se la storia è scritta in dialetto
veneziano non disturba affatto vederla sulla scena ed il pubblico, anche se perde
qualche parola, può ridere grazie al linguaggio del corpo degli attori ed alle
loro interazioni nei dialoghi, aspetto su cui Valerio ha posto molta
attenzione. La seconda tematica presente nella commedia interessa la visione
della figura femminile, infatti qui le donne sono molto intuitive e la vera
protagonista è Marcolina e non Sior Todero, che dà il nome alla commedia.
Ottima
l’idea registica di raffigurare la famiglia (sono quasi tutti parenti nel testo
goldoniano) come una compagnia di marionettisti, dove sior Todero è circondato
da familiari/marionette che crede di comandare, ma in realtà è lui a subire gli
ordini degli altri. Ogni personaggio infatti ha la sua marionetta, identica
sopratutto negli abiti, come se fossero degli alter-ego.
Da
segnalare il finale del primo atto molto ben realizzato, dove gli attori fanno
danzare altre marionette simbolo della commedia dell’arte (Arlecchino,
Pulcinella, ecc.) a ritmo di musica e circondati da una forte luce rossa.
Gli attori dell’ottima compagnia si calano perfettamente nei panni dei rispettivi personaggi. Eccellente Maria Grazia Plos che si è rivelata una Marcolina decisa e dura. Al suo fianco, bravissimo Franco Branciaroli è un convincente Sior Todero brontolone. Veramente bravi anche tutti gli altri, non c’è stato nessuno superiore od inferiore all’altro: Valentina Violo (Cecilia), Ester Galazzi (Fortunata), Piergiorgio Fasolo (Pellegrin), Riccardo Maranzana (Desiderio), Alessandro Albertin (Gregorio), Emanuele Fortunati (Meneghetto), Roberta Colacino (Zanetta) e Andrea Germani (Nicoletto).
Gli attori dell’ottima compagnia si calano perfettamente nei panni dei rispettivi personaggi. Eccellente Maria Grazia Plos che si è rivelata una Marcolina decisa e dura. Al suo fianco, bravissimo Franco Branciaroli è un convincente Sior Todero brontolone. Veramente bravi anche tutti gli altri, non c’è stato nessuno superiore od inferiore all’altro: Valentina Violo (Cecilia), Ester Galazzi (Fortunata), Piergiorgio Fasolo (Pellegrin), Riccardo Maranzana (Desiderio), Alessandro Albertin (Gregorio), Emanuele Fortunati (Meneghetto), Roberta Colacino (Zanetta) e Andrea Germani (Nicoletto).
Molto
bella e coinvolgente la scenografia curata da Marta Crisolini Malatesta con una
grande impalcatura centrale praticabile, sipari drappeggiati e impalcature
laterali con sacchi appesi. Di stesso impatto anche i costumi di Stefano
Nicolao, inerenti all’epoca di Goldoni, i cui dettagli vengono messi in risalto
dalle luci del palcoscenico.
Uno
spettacolo che non dovete perdere!