La trilogia popolare di Verdi al Maggio Musicale Fiorentino
La
trilogia “tricolore” di Giuseppe Verdi
Il trovatore, Rigoletto e La traviata si trasformano in un polittico a tinte forti
Un grande e importante impegno produttivo del Maggio
Il trovatore, Rigoletto e La traviata si trasformano in un polittico a tinte forti
Un grande e importante impegno produttivo del Maggio
In
scena al Teatro del Maggio Fiorentino, a partire dal 13 settembre, Il
trovatore, Rigoletto
e La traviata di Giuseppe Verdi, con la regia e la drammaturgia di Francesco Micheli e il maestro Fabio Luisi sul podio. A fare da file rouge, un monumentale tricolore che aprirà
la prima scena di ciascuna delle tre opere
e La traviata di Giuseppe Verdi, con la regia e la drammaturgia di Francesco Micheli e il maestro Fabio Luisi sul podio. A fare da file rouge, un monumentale tricolore che aprirà
la prima scena di ciascuna delle tre opere
Firenze,
7 settembre 2018 - È possibile unire i tre titoli della
“trilogia popolare verdiana” con un trait d’union che passi attraverso di loro
e che sia reso con una proposta registica e drammaturgica d’insieme? Il regista
Francesco Micheli, il maestro Fabio Luisi e il Teatro del Maggio
ci scommettono, mettendo in scena la trilogia – una sorta di testamento
popolare che Giuseppe Verdi, “Padre della Patria”, consegna al pubblico
– come primo appuntamento della ripresa autunnale del Teatro. Le tre opere
verranno messe in scena a staffetta nel corso del mese di settembre 2018, con
la prima de Il trovatore fissata per il 13 (repliche il
16, 19 e 22 settembre), la prima di Rigoletto il 15
(repliche il 20, 26 e 29 settembre) e la prima de La Traviata il
21 settembre (repliche il 23, 25, 27 e 30). A fare da filo conduttore nella
Trilogia, ci penseranno diversi fattori: primo fra tutti un monumentale
tricolore che aprirà la prima scena di ciascuna delle opere connotando in questo modo la natura
intimamente italiana della Trilogia, un impianto scenografico
caratterizzato da alcuni elementi che andranno a ripetersi, declinati a seconda
del contesto delle opere, e infine il coro, quel coro che secondo
Giuseppe Verdi è un personaggio unanime che lega, che passa, che trasmigra in Trovatore, Rigoletto e Traviata che
non hanno un’unitarietà drammaturgica ma toccano profondamente l’immaginario
collettivo, unendolo nelle emozioni, a volte contrastanti, delle passioni. Quel
coro rappresenta tutti noi, anzi siamo noi.
Il
filo che unisce le tre opere, passa dunque e intesse le trame prendendo i
colori della bandiera italiana e la “trilogia” diventa un polittico a tinte
forti che dice quello che siamo, quello che dovremmo essere, anzi quello che
vorremmo essere. E lo fa attingendo a vicende italiane e non solo. Con la
Spagna del Trovatore, la Parigi de La traviata e la Mantova (che
in realtà sarebbe dovuta essere ancora Parigi, dalla pièce Le roi s’amuse
di Victor Hugo) di Rigoletto, Verdi sembra dire al Paese di guardare
fuori dai propri confini e di guardare a temi politici di ampio respiro. Lo
fa declinando elementi della nostra cultura e del nostro sentire: il candore
di Violetta, la focosità di Manrico e la viscosità - vale a
dire la dubbia moralità - di Rigoletto corrispondono al bianco,
al rosso e al verde della bandiera. Traviata sarà dunque tinta di bianco, perché è anche il
colore della camelia ma soprattutto perché Violetta ambisce a una purezza e uno
status che il pubblico facilmente le riconosce, e molto di più, rispetto agli
altri personaggi. Il rosso sarà la tinta
predominante del Trovatore, colore del fuoco, del sangue e
dell’omicidio. L’ambiguità, l’invidia, la rabbia sono verdi, il colore che
spesso viene attribuito a queste condizioni e stati d’animo. Verde sarà dunque il colore che tratteggerà
il Rigoletto.
La Trilogia popolare verdiana è senza dubbio uno
dei nostri tesori, divenuto patrimonio di tutti e assurto a simbolo dell’unità
d’Italia culturale. Rigoletto, Trovatore, Traviata, tre opere tra le più rappresentate al mondo,
al Maggio vengono proposte sottolineandone il valore simbolico, presentandole come un corpo unico – il regista
Micheli le ha concepite e messe in scena non
come tre opere distinte ma come se fosse “un unico spettacolo lungo sette ore e
mezza”, nonostante siano rappresentate singolarmente - ma conservando le
grandi peculiarità che contraddistinguono i tre titoli. Tre opere dissimili,
quasi “scomode”, con tre tematiche differenti, ma che possono offrire una
visione unitaria e cioè di rappresentare i sentimenti tipicamente italiani.
Francesco Micheli al quale, con il maestro Fabio Luisi, è stata affidata dal
Teatro del Maggio la drammaturgia e la regia di questi capolavori, ha trovato
una configurazione omogenea e armonica che rappresenta un senso di stare
assieme tutto italiano, sia dal punto di vista culturale che in quello
aspirazionale. Saranno comunque tre allestimenti non convenzionali così come,
però, non sono convenzionali i protagonisti delle tre storie. La volontà del
Maggio con questa proposta culturale di alto profilo è quella di porsi al
centro del sentimento di appartenenza alla comunità nazionale che è sempre vivo
attorno all’unità del nostro Paese e dei suoi ideali più alti e costituenti, a
cominciare dalla bandiera.
Unitarietà
anche nel team che affianca Francesco Micheli: le scenografie di tutte e tre le
opere sono firmate da Federica Parolini,
i costumi da Alessio Rosati e le
luci da Daniele Naldi, scelte che
sottolineano l’idea di un progetto attorno a un’unica grande messinscena per
l’intera Trilogia. Altra caratteristica che lega i tre titoli è la presenza di
parte dell’attrezzeria di scena realizzata
in cartapesta da Jacopo Allegrucci, scenografo versiliano che da venti
anni lavora per il Carnevale di
Viareggio e che da due anni fa parte dei costruttori di “prima
categoria” della celebre manifestazione viareggina, scelta che denota – da
parte del Teatro del Maggio – la volontà di avvalersi della collaborazione
delle eccellenti maestranze disseminate sul territorio toscano. Nel Trovatore
si vedranno in scena un esercito di burattini, nel Rigoletto
uno stuolo di maschere mentre per La Traviata Allegrucci
ha realizzato delle bambole a grandezza umana, oltre ad una coppa di
champagne che ricorda quella nella quale si immergeva la diva del burlesque
Dita Von Teese durante le sue esibizioni. Sì, perché nella rilettura scenica di
Francesco Micheli, Violetta è proprio una ballerina di burlesque, che indosserà
abiti tanto eleganti quanto discinti. A fare da spalla a Francesco Micheli
nelle opere, tre assistenti diversi: nel Trovatore
il regista collaboratore è Paola Rota,
nel Rigoletto Benedetto Sicca, mentre nella Traviata
è Valentino Villa.
Da
sottolineare anche la scelta dei cantanti, molti dei quali sono giovani molto
apprezzati sul panorama internazionale al loro debutto sul palcoscenico del
Maggio. A cominciare dal soprano Jennifer Rowley, Leonora nel Trovatore,
che ha all'attivo collaborazioni con la Metropolitan Opera House di New York e
l'Opera National de Paris e che per la prima volta calca un palcoscenico
italiano. E ancora, il mezzo-soprano Olesya Petrova – che interpreta
Azucena nel Trovatore – anche lei alla sua prima esibizione fiorentina.
Prima volta nel Bel paese anche per Yngve Søberg – che interpreta Rigoletto
– mentre il tenore Ivan Ayon Rivas, chiamato a impersonare il Duca di
Mantova, torna sul palcoscenico del Maggio da protagonista dopo aver fatto
proprio nel teatro fiorentino la sua prima audizione. Non fa eccezione Violetta
alias Zuzana Markova, soprano che ha
all'attivo numerose esibizioni in teatri italiani ma è al suo debutto sul
palcoscenico di Firenze. Tra i cantanti che ricoprono ruoli di primo piano,
sono da ricordare anche alcuni importanti ritorni come Jessica Nuccio che interpreta Gilda nel Rigoletto e che ha già calcato più volte il palcoscenico del
Maggio, Piero Pretti ovvero Manrico
nel Trovatore, Matteo Lippi che interpreta Alfredo nella Traviata, e Massimo
Cavalletti baritono toscano che sarà il Conte di Luna nel Trovatore.
Il Trovatore - Artisti principali
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Leonora Jennifer Rowley
Manrico Piero Pretti
Conte di Luna Massimo Cavalletti
Azucena Olesya Petrova
Ferrando Gabriele Sagona
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Leonora Jennifer Rowley
Manrico Piero Pretti
Conte di Luna Massimo Cavalletti
Azucena Olesya Petrova
Ferrando Gabriele Sagona
Rigoletto – Artisti principali
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Duca di Mantova Ivan Ayon Rivas
Rigoletto Yngve Søberg
Gilda Jessica Nuccio
Sparafucile Giorgio Giuseppini
Gilda Jessica Nuccio
Sparafucile Giorgio Giuseppini
La traviata – Artisti principali
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Violetta Valery Zuzana Markova
Alfredo Germont Matteo Lippi
Giorgio Germont Giuseppe Altomare
Direttore Fabio Luisi
Regia Francesco Micheli
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Violetta Valery Zuzana Markova
Alfredo Germont Matteo Lippi
Giorgio Germont Giuseppe Altomare